Fernando Rossi, pittore e artista in diverse direzioni, ha iniziato la sua ricerca nei primi anni Sessanta, inseguendo il suo istinto che lo avrebbe portato quasi subito nella sfera dell’informale e nell’ambito astrattista più in generale. Attraverso molteplici esperienze, anche collaborando con maestri affermati in campo nazionale ed internazionale, si è maggiormente radicata la convinzione di dover intraprendere il proprio viaggio” unico e solitario” dentro ed attraverso la definizione estetica come divenire di una inedita sintesi espressiva. La “poliplastart” sarà il viatico attraverso i materiali plastici di nuova ed inedita generazione, che lo condurrà, intorno agli anni Ottanta, ad abbracciare ” l’Action” quale terminale in cui inserire la metafora esistenziale, senza cadute di memoria e senza mediazioni culturali. Dice Rossi: “Il mio progetto si ispira agli aspetti suggestivi ma contemporanei di una società destinata alla sua DEKADENZA perchè incapace di riprodurre una nuova stagione, dove l’UOMO sia ricollocato al centro dell’interesse generale. Pregiudizi e guerre, culto del denaro e falsi profeti, hanno alimentato il cinismo e la diffidenza universale, tanto da riuscire a produrre, come effetto immediato, l’alienazione di intere generazioni e il loro distacco dalla scena reale della vita. La solidarietà, principio sempre acclamato, ha lasciato il posto all’indifferenza e alla paura insana del “diverso” inteso quale defraudatore di identità. Gli atteggiamenti che ne sono susseguiti, alla pari di noti accadimenti del secolo scorso, hanno alimentato fobie e paure di contaminazione, come se la storia di questo pianeta non sia di per sè una grande e magnifica CONTAMINAZIONE.
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